Wednesday, October 3, 2012

Cairo, Qasr el-Aini

10/2/2012

Vorrei raccontare cosa ho visto in questi giorni, anche solo per alleggerire il mio cuore. Tuttavia, ogni volta che provo a farlo, vengo interrotta con frasi tipo: "Stai attenta..perche sei andata li...chiuditi in casa." Queste frasi, dettate solo dall''affetto e dall'amore che i miei parenti e amici provano per me, non fanno che aumentare la mia frustrazione. Fanno rima con i commenti che sento alla TV egiziana, riguardo alle morti dei manifestanti e ai maltrattamenti subiti da donne e bambini per mano dei militari: "Chi gli ha detto di andare li?" E riguardo alla ragazza pestata e denudata dai soldati: Perche' pubblicano la sua immagine su Internet? Non e' vergognoso che adesso tutti la ricordino come la ragazza in reggiseno blu? E perche non indossava niente sotto la abaya (tunica)?
Sono tutti tentativi di ignorare la verita', di nasconderla sotto le carte dei regali di natale, o i sotto i timbri delle schede elettorali. Sapere che sono a casa e' meglio che sapere che cio' che mi sta attorno e' deprimente. Addobare i palcosceni elettorali e dare la colpa ai manifestanti che attaccano l'esercito e rovinano lo spettacolo chiamato "Stabilita post-rivoluzionaria" e' piu facile che unirsi alla minoranza che ancora combatte, piu facile che realizzare che queste elezioni non sono altro che l'ennesimo spettacolo inscenato dall'esercito. E' difficile credere che l'Egitto non sia solo il museo Egizio e Sharm el Sheikh, come e' difficile credere che l'Esercito, tra le cui fila ci sono anche i "nostri" figli, non sia l'ultima ancora di salvezza in questo paese.

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